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Dae E Defibrillazione Sul Lavoro

sicurezza

2018-12-11 11:56:00 Bookmark and Share

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DAE E DEFIBRILLAZIONE PRECOCE SUI LUOGHI DI LAVORO

Cos’è un DAE, obbligatorietà nei luoghi di lavoro e quali rischi si corrono: Il quadro tecnico e normativo che ne regola i criteri e le modalità di diffusione tra sicurezza e medicina del lavoro.

Oggi giorno si sente parlare sempre più spesso dei Defibrillatori Semi-Automatici Esterni (DAE) e di quanto sia importante attuare politiche di diffusione di dispositivi idonei e misure di emergenza, con lo scopo di anticipare i tempi di primo soccorso qualora si verifichino casi di arresto cardiaco (AC) sui luoghi di lavoro.

 Questo è frutto di una crescente sensibilizzazione sul tema verificatasi a seguito dell’introduzione con l’art. 15 del D.Lgs. n. 81/2008 e ss.mm.ii. delle misure generali di tutela che riconoscono di fondamentale importanza le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso e dal D.M. 18 Marzo 2011 che obbliga l’uso dei DAE stabilendone i criteri e le modalità di diffusione ed i requisiti minimi necessari al loro utilizzo.

 

Cos’è un DAE e qual è il suo utilizzo

La sigla DAE significa “Defibrillatore Semi-Automatico Esterno”, ed è un dispositivo in grado di riconoscere automaticamente la fibrillazione e la tachicardia ventricolare esonerando l’operatore da tale compito e di defibrillare su comando somministrando una scarica elettrica alla persona che ha subito un arresto cardiaco.

Il funzionamento del DAE avviene per mezzo dell’applicazione di elettrodi in placche adesive sul torace del paziente. A seguito dell’applicazione strategica di tali elettrodi, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e se necessario si carica e si predispone per la scarica avvertendo l’operatore di premere un pulsante per erogare quest’ultima. Dopo ciascuna scarica il defibrillatore si mette in attesa, ripetendo l’analisi del ritmo cardiaco con intervalli regolari e predisponendosi per una nuova scarica se necessario.

 

Rischi che si corrono e come poterli limitare

L’implementazione di un programma di rianimazione cardio-polmonare e di defibrillazione precoce entro 5 minuti dal problema ventricolare dell’assistito, facendo passare la probabilità di sopravvivenza da meno del 5% a oltre il 50%, risulta pertanto essere indispensabile e fondamentale per rafforzare il tema della prevenzione sui luoghi di lavoro.

Questo si può attuare attraverso la diffusione e l’uso del defibrillatore semi-automatico esterno a soggetti “laici”, sia sanitari che non sanitari, al di fuori del soccorritore professionista, essendo la ripresa cardio-circolatoria da un Arresto Cardio-Respiratorio (ACR) tempo-dipendente. Si attesta infatti, che per ogni minuto trascorso dall’esordio dalla fibrillazione ventricolare (FV) o tachicardia ventricolare (TV) e la prima defibrillazione, la sopravvivenza del soggetto si riduce del 7-10% in assenza di manovre di rianimazione.

Proprio in merito alla defibrillazione precoce nei luoghi di lavoro, si è espresso il Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’INAIL in un FactSheet del 2016, del quale segnaliamo l’intervento relativo ai fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari, tra i quali “il contatto con alcune sostanze (come il monossido di carbonio e il piombo), l’asfissia da inalazione di gas tossici, le condizioni lavorative stressanti, l’esposizione al caldo o al freddo estremi, lo sforzo fisico eccessivo ed i fattori di rischio professionali come l’elettrocuzione, che portano alla fibrillazione ventricolare e quindi all’arresto cardiaco”.

La presenza di DAE nei luoghi di lavoro e la contestuale formazione di personale addestrato all’uso di questi ultimi ed alla rianimazione cardio-polmonare migliorano l’outcome a medio (dismissione dall’ospedale) e lungo termine (sopravvivenza a un anno e 5 anni), creando le figure dei “First Responders”, ovvero cittadini comuni che possono dare una prima risposta di supporto durante un ACC (Arresto Cardio-Circolatorio) riducendo così la morte improvvisa per malattie cardiovascolari.

 

Quali indicazioni ci fornisce la normativa relativa la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro

L’attuale normativa relativa alla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (D.Lgs. n. 81/2008 e ss.mm.ii.) non prevede la dotazione di defibrillatori semi-automatici esterni da parte delle aziende, ma l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso, confermando l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori, considerando le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso uno degli elementi portanti della gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tanto da inserirle nell’ambito delle misure generali di tutela (art. 15 del D.Lgs. n. 81/2008) e conferendo al datore di lavoro un ruolo cardine nella valutazione del pericolo consultato il medico competente e nel prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza (art. 45 del D.Lgs. n. 81/2008).

 

La riduzione del premio INAIL per prevenzione alle aziende che adottano il DAE

Negli ultimi tempi inoltre, per sostenere e sensibilizzare la diffusione dei DAE nelle aziende, l’INAIL riconosce la messa a disposizione di quest’ultimi e la relativa formazione BLS-D (Basic Life Supporta and Defibrillation) come intervento di miglioramento che consente di ottenere la riduzione del premio INAIL per mezzo del modello OT 24.

I corsi di formazione devono essere effettuati da Centri di Formazione Accreditati dalle singole regioni secondo specifici criteri e sono svolti in conformità alle Linee Guida nazionali del 2003 così come integrate dal D.M. 18 Marzo 2011, con l’obbligo dell’attività di retraining ogni 2 anni del personale formato, con lo scopo principale di garantire che quest’ultimo possa utilizzare i DAE e comprendere l’addestramento teorico-pratico alle manovre di BLS-D con particolare riferimento al D.M. n. 388/2003 “Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale,in attuazione dell’articolo 15,comma 3, del D.lgs 19 Settembre 1994, n. 626, e ss.mm.ii.”.

 

 

 

Lo staff della ICP S.r.l è a completa disposizione per ogni chiarimento in merito.

 

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Fonte: www.ingegneri.info