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ISO 37001

sicurezza

2018-11-12 11:01:00 Bookmark and Share

Shears Color

ISO 37001 CERTIFICAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

SCENARIO

Non vi è dubbio che la corruzione rappresenti un fenomeno estremamente diffuso in tutto il mondo. La corruzione è un flagello che sconvolge l’economia e la nostra società con gravi conseguenze per tutti. La banca mondiale ha calcolato in circa il 3% del PIL lo sperpero medio di risorse dovuto alla corruzione. 

La corruzione è quindi causa di spreco di risorse economiche, del deterioramento dei rapporti economici, sociali e politici, contribuisce all’abbassamento del livello di legalità e facilita il malgoverno. La quasi totalità degli studi effettuati in materia (ad es. da Banca Mondiale, Transparency  International )  è d’accordo nell’attribuire alla corruzione effetti economici negativi :

  • la corruzione è una “tassa occulta” sulle imprese ed ha effetti negativi sugli investimenti;
  • la corruzione costituisce una barriera alla concorrenza e, quindi, determina inefficienze nel sistema economico;
  • la corruzione genera inefficienze di tipo allocativo, dal momento che indirizza l’allocazione delle risorse verso destinazioni non efficienti. 

La lotta alla corruzione costituisce una delle principali sfide mondiali e rappresenta un grande ostacolo allo sviluppo sostenibile e alle democrazie con un effetto devastante soprattutto sulle comunità più povere.

I governi hanno fatto molti progressi nell’affrontare il fenomeno corruzione sia attraverso accordi internazionali, quali la Convenzione OECD contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, sia mediante specifici interventi nazionali.

In Italia, la corruzione è uno dei reati che spicca nel Catalogo dei Reati ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001; la corruzione intesa come corruzione verso la Pubblica Amministrazione è stato uno dei primi reati ad entrare a far parte del Decreto. Nella Legge Anticorruzione del Novembre 2012 è stato introdotto nel novero dei reati la “corruzione tra privati”. Tale introduzione ha rappresentato una svolta sull’argomento spostando l’attenzione dalle controparti pubbliche alla totalità delle controparti (pubbliche e private). Tuttavia, la legge da sola non è sufficiente per risolvere il problema della corruzione. Le organizzazioni hanno la  responsabilità di contribuire attivamente alla lotta contro la corruzione.

La ISO37001 si inserisce come un importante presidio nella prevenzione e contrasto alla corruzione ISO 37001  si pone l’obiettivo di dare aiuto alle organizzazioni nel contrastare la corruzione, istituendo una cultura di integrità, trasparenza e conformità.  Anche se la norma non può garantire l’eliminazione di comportamenti fraudolenti, può fornire un aiuto nell’attuazione di misure efficaci per prevenirla e affrontarla diminuendo le probabilità di avere problemi di corruzione in seno all’organizzazione.  Inoltre, la norma permette di stabilire un punto di riferimento globale per tutte le organizzazioni sul tema.
I principali requisiti della norma:

  • analisi del contesto aziendale (interno ed esterno), dei requisiti delle parti interessate, delle normative applicabili e delle fonti di rischio,
  • impegno da parte del management, politiche anticorruzione e relativo programma attuativo
  • analisi e valutazione del rischio: determinazione dei livelli e del loro impatto, misura, controllo e verifica di efficacia delle misure intraprese
  • reporting, monitoraggio, analisi e riesame 
  • azioni di miglioramento continuo.

VANTAGGI DELLA CERTIFICAZIONE


ISO37001 costituisce una vera e propria opportunità di sviluppo delle politiche aziendali nell’ambito della responsabilità sociale di impresa. 
Il rapido diffondersi nel mondo delle regole di corporate governance, induce  le aziende ad adottare misure anticorruzione tra quelle a difesa della reputazione e degli interessi degli azionisti. 

Sempre  più si richiede che le misure di controllo interno delle imprese includano la valutazione delle questioni etiche e di integrità e un numero sempre maggiore di investitori è attento a questo tipo di controlli poiché da essi si determina il livello di buona gestione aziendale. Un Sistema di Gestione Anticorruzione è un sistema di prevenzione, deve cioè evitare il più possibile che un caso di corruzione si verifichi, è un sistema costruito con un approccio basato sul rischio.

Attraverso l’adozione della norma ISO 37001, è possibile andare oltre il rispetto dei requisiti minimi legali e adottare un approccio sistemico rivolto alla prevenzione e al contrasto della corruzione, secondo la metodologia tipica del Plan – Do – Check – Act, orientata al miglioramento continuo.
La certificazione del Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione valorizza il percorso dell’organizzazione e costituisce un efficace strumento di comunicazione delle politiche aziendali, confermando l’impegno e la volontà di contribuire positivamente al libero mercato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pubblicato

Entrata in vigore la nuova norma UNI in materia di segnaletica di sicurezza

 

 

È entrata in vigore la nuova norma UNI EN ISO 7010:2017 in materia di segnaletica di sicurezza “Segni grafici - Colori e segnali di sicurezza - Segnali di sicurezza registrati”.

 

La norma prescrive i segnali di sicurezza da utilizzare nella prevenzione degli infortuni, nella protezione dal fuoco, per l'informazione sui pericoli alla salute e nelle evacuazioni di emergenza.

 

La forma e il colore di ogni segnale di sicurezza sono conformi alla ISO 3864-1 e la progettazione dei segni grafici è conforme alla ISO 3864-3.


     La norma è applicabile a tutti i siti in cui le questioni legate alla sicurezza delle persone necessitano di essere poste. Non è applicabile, comunque, ai segnali utilizzati nel traffico ferroviario, stradale, fluviale, marittimo e aereo e, in generale, in quei settori soggetti a una regolamentazione che può differire in alcuni punti della norma stessa e della serie ISO 3864.


     La norma specifica gli originali dei segnali di sicurezza che possono essere ridotti o ingranditi per esigenze di riproduzione e di applicazione. Sostituisce la UNI 8134-15:2003 e la UNI EN ISO 7010:2015.

 



     Fonte UNI 

 

 

 

Pubblicato

 

SISTRI: periodo transitorio esteso a tutto il 2017

 

 

 

 

Con il decreto “milleproroghe 2017” (Decreto Legge 30 dicembre 2016 , n. 244 ) è stata nuovamente disposta una proroga di un anno del SISTRI – sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Proroga del regime “doppio binario” SISTRI – registri cartacei

Con il “milleproroghe 2017” viene esteso a tutto il 2017 il periodo transitorio durante il quale continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi “cartacei”, nonchè le relative sanzioni. Le sanzioni relative al SISTRI saranno invece applicabili solo a partire dal 1° gennaio 2017.

Gli operatori obbligati al SISTRI o chi ha aderito in modo volontario dovranno procedere fino al 31 dicembre 2017 con i nuovi obblighi “informatici” di tracciamento ma anche quelli precedenti di tenuta dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) per il trasporto, dei registri di carico/scarico e del Mud.

Una novità: il decreto non si limita a prorogare di un anno ma, relativamente alla proroga, riporta quanto segue: “Fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato […] e comunque non oltre il 31 dicembre 2017“.

Attenzione! Il contributo è obbligatorio

Fanno però eccezione a quanto sopra riportato le sanzioni relative alla mancata iscrizione o il mancato versamento del contributo annuale, che sono già operative a partire dal 2015.
Pertanto, i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI devono effettuare il versamento del contributo annuale entro il 30 aprile 2017 comunicando a SISTRI gli estremi del pagamento eslusivamente tramite accesso all’area “GESTIONE AZIENDA” disponibile sul portale SISTRI in area autenticata.

Si ricorda che i soggetti già iscritti a SISTRI che non sono più tenuti ad aderire NON devono versare il contributo annuale anche se la procedura di cancellazione dell’iscrizione non è stata avviata o non è conclusa. (Comunicato della Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente).

Cancellazioni e modifiche

Per effettuare la cancellazione dal sistema di tracciabilità Sistri occorre utilizzare la funzione “GESTIONE AZIENDA” disponibile sul portale SISTRI in area autenticata; successivamente Sistri indicherà le modalità di riconsegna del dispositivo direttamente a Roma.

 

 

pubblicato

Inquinamento acustico, decreti su rumore ambientale e macchine rumorose

Inquinamento acustico. Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 13 febbraio 2017 due decreti su proposta del Ministero dell’Ambiente in attuazione dell’articolo 19 della Legge 30 ottobre 2014, n. 161.

 

Il primo decreto riguarda l’armonizzazione della normativa nazionale con la direttiva 2002/49/CE riguardante determinazione e gestione del rumore ambientale. La disposizione, che intende anche ridurre le procedure di infrazione comunitaria aperte verso l’Italia, riguarda applicazione dei valori limite, valutazione inquinamento acustico, disciplina rumore ambientale per impianti eolici, aviosuperfici, elisuperfici, idrosuperfici, autodromi, piste per motori.

Riporta inoltre interventi finalizzati alla “razionalizzazione della tempistica riguardante la trasmissione delle mappe acustiche e dei relativi piani d’azione, assicurando nel contempo anche l’informazione del pubblico”.

Il secondo decreto armonizza invece la direttiva 2000/14/CE e interessa le macchine rumorose operanti all’aperto. In particolare si occupa delle macchine importate da Paesi extra UE per le quali la responsabilità ricade sugli importatori; quindi di semplificazioni per autorizzazione e certificazione; maggiori poteri di verifica a Ispra.

 

 

Info: Consiglio dei Ministri del 13 febbraio 2017 due decreti su inquinamento acustico

 

fonte: http://www.quotidianosicurezza.it/normativa/leggi/decreti-inquinamento-acustico-2017.htm

 

Milleproroghe, in Gazzetta la Legge 27 febbraio 2017 n.19

 

Milleproroghe 2017. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio 2017 la Legge 27 febbraio 2017, n. 19 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative. In vigore dal 1° marzo 2017. Contestualmente in GU il Testo coordinato dello stesso Decreto legge 30 dicembre 2016 n.244.

Per quanto concerne la proroga di termini per lavoro e politiche sociali, viene prorogato di sei mesi, ovvero dal 12 aprile al 12 ottobre 2017 il termine previsto dall’articolo 53 comma del Testo unico sicurezza lavoro per il mantenimento delle attuali disposizioni sui registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici, rispetto al Sinp.

Contemporaneamente viene prorogato di ulteriori sei mesi dopo l’adozione del Sinp, il termine previsto dall’articolo 18 comma 1-bis del TU sicurezza lavoro relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno.

“A decorrere dal 1° gennaio 2018, il libro unico del lavoro è tenuto, in modalità telematica, presso il
Ministero del lavoro e delle politiche sociali”.

 

Macchine agricole. Il comma 2-ter dell’articolo 3 del decreto di conversione prevede che: “Il termine per l’entrata in vigore dell’obbligo dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole, in attuazione di quanto disposto dall’accordo, sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nella seduta del 22 febbraio 2012, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi e i requisiti minimi di validità della formazione, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2012, è differito al 31 dicembre 2017. Entro dodici mesi da tale data devono essere effettuati i corsi di aggiornamento, di cui al punto 9.4 dell’Allegato A al suddetto accordo del 22 febbraio 2012″.

Prorogata al gennaio 2018 l’abrogazione dell’articolo 3 comma 2 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 che prevede per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di assunzione categorie protette in caso di nuove assunzioni.

Vengono estese al 2016 le prestazioni del Fondo Inail per le vittime dell’amianto eredi delle persone decedute per esposizione familiare o ambientale, con le domande corredate dalla documentazione necessaria che possono essere inviate entro il 31 marzo 2017.

Per quanto riguarda l’antincendio, il comma 2 dell’articolo 4 ha previsto che il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola, per i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non si sia ancora provveduto al predetto adeguamento è stabilito al 31 dicembre 2017.

Ancora, “il termine per l’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici ed i locali adibiti ad asilo nido, per i quali, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, non si sia ancora provveduto all’adeguamento antincendio indicato dall’articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014, (Regola tecnica asili nido Ndr) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2014, è stabilito, in relazione agli adempimenti richiesti dalla citata lettera a), al 31 dicembre 2017. Restano fermi i termini indicati per gli adempimenti di cui allelettere b) e c) dello stesso articolo 6, comma 1″.

Prorogata al 7 ottobre 2017 la scadenza per enti e privati responsabili delle nuove attività esistenti alla data di pubblicazione del Dpr 1 agosto 2011, n. 151 in merito alla presentazione dell’istanza preliminare. Tale proroga si applica “agli enti e ai privati interessati che provvedono agli adempimenti previsti dall’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, entro il 1º novembre 2017, fermi restando gli adempimenti previsti dall’articolo 4 del medesimo regolamento”. Proroga al 31 dicembre 2017 per quanto riguarda i rifugi alpini.

Prorogata al 31 dicembre 2017 la scadenza prevista dall’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 per l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto.

Sistri, proroga della esclusiva entrata in vigore del sistema dalla “data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato con le procedure di cui al comma 9-bis, e comunque non oltre il 31 dicembre 2017“.

 

Info: GU n.49 del 28 febbraio 2017 Legge 27 febbraio 2017 n.19

 

Fonte: http://www.quotidianosicurezza.it/normativa/leggi/milleproroghe-2017-legge-gu.htm

 

 

Revisione della norma ISO/IEC 17025 per l’accreditamento dei Laboratori

 

Ultime tappe per i lavori del Gruppo di Lavoro (WG 44) dell'International Organization for Standardization (ISO) finalizzato alla pubblicazione della nuova norma ISO/IEC 17025 "General requirements for the competence of testing and calibration laboratories" per l'accreditamento dei Laboratori di prova e di taratura. Il processo di revisione è attualmente allo stadio di Draft International Standard (DIS), la fase del progetto di norma che precede generalmente l'emissione del documento finale.


IL WG 44 sta lavorando alla revisione dello standard da febbraio 2015 per rispondere a una richiesta di aggiornamento di alcuni requisiti, alle evoluzioni tecnologiche e alla necessità di allineamento sia rispetto alle altre norme della serie ISO 17000, sia alla ISO 9001:2015. Questo processo ha portato alla redazione di un draft con un linguaggio più vicino alle nuove tecnologie informatiche in uso presso i Laboratori e che meglio si presta all'integrazione con altri schemi di accreditamento e certificazione. Inoltre, il documento ha recepito gli elementi che il Comitato Tecnico internazionale ISO/CASCO considera obbligatori per le norme della famiglia ISO, dando maggiore enfasi ai requisiti di imparzialità e riservatezza.

La struttura della futura norma ISO/IEC 17025 appare sostanzialmente diversa da quella attuale, distribuendo i requisiti in 4 capitoli:

  • Structural requirements;
  • Resource requirements;
  • Process requirements;
  • Management requirements.

 

L'emissione della norma è prevista per maggio/giugno 2017.

 

Fonte: http://www.accredia.it/news_detail.jsp?ID_NEWS=2402&areaNews=95&GTemplate=default.jsp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PUBBLICATO

 

DICHIARAZIONE F-GAS

 

 

Il 31 maggio è il termine ultimo per compilare, da parte dei Manutentori, la Dichiarazione F-GAS ai sensi dell’art.16, comma 1, del DPR 43/2012 (attuazione del Regolamento 842/2006 abrogato dal Regolamento (UE) 517/2014) riferita all'anno precedente.

La Dichiarazione F-GAS 2017 è rivolta ai MANUTENTORI.


Sono oggetto di tale dichiarazione, le apparecchiature e i sistemi fissi che contengono una carica circolante pari o superiore a 5 tonnellate equivalenti di CO2 (3 Kg di gas fluorurati ad effetto serra) che appartengono alle seguenti tipologie:

 

  • impianti di condizionamento;
  • apparecchiature e impianti frigoriferi (esempio: celle frigorifere, banchi frigo , vetrine refrigerate , abbattitori , ecc.)

 

I dati da inserire on line collegandosi alla pagina http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/fgas sono i seguenti:

  • dati identificativi: operatore, persona di riferimento, sede di installazione;
  • numero e tipologia di apparecchiature presenti;
  • informazioni di dettaglio: tipo di sostanza, carica circolante, quantità aggiunta nell’anno di riferimento, quantità recuperata/eliminata nell’anno di riferimento; motivo dell’intervento.

La Dichiarazione F-GAS va presentata anche nel caso in cui l’impianto nel corso del 2016 non abbia subito alcun rabbocco e quindi non vi siano state emissioni di gas in atmosfera.

 

L’R22 non è presente nell’elenco perché le apparecchiature che contengono tale gas non rientrano nel campo di applicazione dell’art. 16 del DPR 43/2012. 


Se invece l’impianto con R22 (purché con carica maggiore di o uguale a 3 kg) e nel corso dell’anno di riferimento ha subito un intervento con sostituzione della carica di R22 con un gas fluorurato presente nella lista, allora l’Utente deve compilare la Dichiarazione, indicando nel campo “Carica di refrigerante” l’equivalente di quanto riporterà nel campo “Quantità aggiunta”. L’Utente può utilizzare il campo Note per spiegare che trattasi di un’apparecchiatura con R22 con carica che si sta (progressivamente) sostituendo con altra sostanza.


L’obbligo di compilazione della Dichiarazione F-GAS, che deve essere fatta ogni anno, secondo la normativa di riferimento, spetta al proprietario dell’apparecchiatura o dell’impianto. Se il proprietario ha però delegato l’effettivo controllo dell’apparecchiatura o del sistema ad una società esterna (tramite contratto scritto), la trasmissione dei dati contenuti nella dichiarazione deve essere effettuata da quest’ultima.


Il proprietario può anche affidare a Terzi (“persona di riferimento”) la compilazione della dichiarazione; anche in questo caso è necessaria una delega scritta.

 

MANUTENZIONI PERIODICHE 


Inoltre, per garantire la corretta installazione, manutenzione o riparazione dell’apparecchiatura o dell’impianto devono essere eseguite da personale delle manutenzioni periodiche.

 

Le scadenze previste sono le seguenti:

  • almeno una volta all’anno per le applicazioni contenenti 3 kg o più di F-gas; (calcolare il GWP);
  • almeno una volta ogni 6 mesi per applicazioni contenenti 30 o più kg di F-gas; (calcolare il GWP);
  • almeno una volta ogni 3 mesi per applicazioni contenenti 300 o più kg di F-gas. (Calcolare il GWP)



Fino al 31 dicembre 2016 le apparecchiature contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati a effetto serra o le apparecchiature ermeticamente sigillate, etichettate come tali e contenenti meno di 6 kg di gas fluorurati a effetto serra, non sono soggette a controlli delle perdite.

 

È prevista la sanzione amministrativa da 1.000 euro a 10.000 euro nei confronti dell’operatore che:

 

  • non provvede ad inviare, entro il 31 maggio di ogni anno, al Ministero dell’Ambiente, per il tramite dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca dell’ambiente (ISPRA) una dichiarazione contenente le informazioni riguardanti la quantità di gas fluorurati a effetto serra emessi in atmosfera nell’anno precedente;
  • trasmetta al Ministero, per il tramite dell’ISPRA, una dichiarazione incompleta o inesatta;
  • utilizzi una dichiarazione non conforme al formato previsto dal Ministero dell’Ambiente e pubblicato nel proprio sito internet pervia ufficializzazione con apposito avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

 

 

In allegato l'elenco aggiornato dei gas fluorurati ad effetto serra considerati ai fini della dichiarazione F-GAS (DPR 43/2012, art.16, paragrafo 1)

_____________

L’articolo 19, del Regolamento (UE) 517/2014 (F-GAS) prevede che entro il 31 marzo di ogni anno siano comunicate le quantità di sostanze elencate negli Allegati I e II, del Regolamento, per l’anno civile in questione, prodotte, importate, inclusi i gas contenuti nell’apparecchiatura, esportate, utilizzate come materia prima e distrutte.

 

La Comunicazione ai sensi dell'Art. 19 è rivolta alle IMPRESE

  • Produttori, importatori o esportatori che hanno prodotto, importato o esportato più di una tonnellata metrica o più di 100 tonn di CO2 equiv di F-gas e di gas elencati nell’Allegato II, incluse anche le imprese (produttori o importatori) alle quali è stata trasferita una quota;
  • Imprese che hanno distrutto più di una tonnellata metrica o più di 100 tonn di CO2 equiv di F-gas e di gas elencati nell’Allegato II;
  • Imprese che hanno utilizzato come materia prima più di 1000 tonn di CO2 equiv di F-gas;
  • Imprese che hanno immesso in commercio più di 500 tonn di CO2 equiv di F-gas e di gas elencati nell’Allegato II contenuti in prodotti ed apparecchiature;
  • Imprese che hanno immesso in commercio apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore precaricate con HFC non precedentemente immessi in commercio nell’Unione.

 

 

DPR 43/2012 e Regolamento (UE) 517/2014 (sula Comunicazione operatori e tenuta registri)

DPR 43/2012

..
Art. 15 Registro dell'impianto 


  1. Gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d'aria e pompe di calore, contenenti 3 kg o piu' di gas fluorurati ad effetto serra tengono il 'Registro dell'Apparecchiatura'di cui all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1516/2007.

    2. Gli operatori dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o piu' di gas fluorurati ad effetto serra tengono il 'Registro del Sistema' di cui all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1497/2007. 

  2. Nei registri di cui ai commi 1 e 2, gli operatori riportano le informazioni previste dall'articolo 3, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 842/2006. Il formato del registro e le modalita' della loro messa a disposizione ai sensi del comma 4, vengono pubblicati sul sito web del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. 4. Su richiesta, i registri di cui ai commi 1 e 2 sono messi a disposizione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che si avvale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)


Art. 16 Informazioni sui gas fluorurati ad effetto serra


  1. Ai fini di cui all'articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 842/2006,entro il 31 maggio di ogni anno, a partire dall'anno successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto, gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d'aria, pompe di calore, nonche' dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o piu' di gas fluorurati ad effetto serra devono presentare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per il tramite dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantita' di emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all'anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto. 

  2. I dati e il formato relativi alla dichiarazione di cui al comma 1 vengono pubblicati sul sito web del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

  3. Entro il 31 marzo di ogni anno, i soggetti che producono, importano o esportano piu' di una tonnellata all'anno di gas fluorurati ad effetto serra comunicano le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 842/2006 in riferimento all'anno civile precedente.

    4. Le informazioni di cui al comma 3 sono comunicate per via telematica, tramite il formato elettronico pubblicato sul sito web della Commissione europea, alla Commissione europea stessa e all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

    5. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), anche sulla base delle informazioni di cui ai commi 1 e 3, elabora annualmente una relazione sulle emissioni di gas fluorurati ad effetto serra e la mette a disposizione del pubblico sul proprio sito web, nel rispetto del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.195.


Regolamento (UE) 517/2014

...
Articolo 6 Tenuta dei registri 


  1. Gli operatori di apparecchiature per cui sono necessari controlli per verificare la presenza di eventuali perdite a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, istituiscono e tengono, per ciascuna di tali apparecchiature, registri in cui sono specificate le seguenti informazioni:

    a) la quantità e il tipo di gas fluorurati a effetto serra;
    b) le quantità di gas fluorurati a effetto serra aggiunti durante l’installazione, la manutenzione o l’assistenza o a causa di perdite; 
    c) se le quantità di gas fluorurati a effetto serra installati siano state riciclate o rigenerate, incluso il nome e l’indirizzo dell’impianto di riciclaggio o rigenerazione e, ove del caso, il numero di certificato; d) le quantità di gas fluorurati a effetto serra recuperati;
    e) l’identità dell’impresa che ha provveduto all’installazione, all’assistenza, alla manutenzione e, ove del caso, alla riparazione o allo smantellamento delle apparecchiature compreso, ove del caso, il relativo numero di certificato; 
    f) le date e i risultati dei controlli effettuati ai sensi dell’articolo 4, paragrafi da 1 a 3;
    g) qualora l’apparecchiatura sia stata smantellata, le misure adottate per recuperare e smaltire i gas fluorurati a effetto serra. 

    2. A meno che i dati di cui al paragrafo 1 non siano conservati in una banca dati creata dalle autorità competenti degli Stati membri, si applicano le seguenti norme: 

    a) gli operatori di cui al paragrafo 1 conservano i registri di cui a detto paragrafo per almeno cinque anni. 
    b) le imprese che svolgono le attività di cui al paragrafo 1, lettera e), per conto degli operatori conservano i registri di cui al paragrafo 1 per almeno cinque anni. Su richiesta, i registri di cui al paragrafo 1 sono messi a disposizione dell’autorità competente dello Stato membro interessato o della Commissione. Nella misura in cui tali registri contengano informazioni ambientali, si applica, a seconda dei casi, la direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio o il regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. 

    3. Ai fini dell’articolo 11, paragrafo 4, le imprese che forniscono gas fluorurati a effetto serra istituiscono registri contenenti informazioni pertinenti relative agli acquirenti di gas fluorurati a effetto serra, compresi i seguenti dettagli: 

    a) i numeri dei certificati degli acquirenti; 
    e 
    b) le rispettive quantità di gas fluorurati a effetto serra acquistati. Le imprese che forniscono gas fluorurati a effetto serra conservano tali registri per almeno cinque anni. Le imprese che forniscono gas fluorurati a effetto serra, su richiesta, mettono tali registri a disposizione dell’autorità competente dello Stato membro interessato o della Commissione. 
    Nella misura in cui i registri contengano informazioni ambientali, si applica, a seconda dei casi, la direttiva 2003/4/CE o il regolamento (CE) n. 1367/2006. 

    4. La Commissione può, mediante un atto di esecuzione, stabilire il formato dei registri di cui ai paragrafi 1 e 3 del presente articolo e specificare in che modo devono essere istituiti e tenuti. L’atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 24.
    ...
    Articolo 20 Raccolta di dati sulle emissioni 
    Gli Stati membri istituiscono sistemi di comunicazione delle informazioni per i settori pertinenti contemplati dal presente regolamento, al fine di acquisire, nella misura del possibile, dati sulle emissioni.